STORIA DEI PAESI E DELLE CITTA’ DELLA VALLE CAUDINA

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CITTA’ di AIROLA (BN)

(Informazioni prese da Vikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Airola)

MONUMENTI, CULTURA E BELLEZZE NATURALI

LA STORIA DI AIROLA

Menzionata per la prima volta nel 997, Airola probabilmente derivò il nome da un longobardo feudum Airoaldi, citato nell’820. Da Roberto II di Normandia[senza fonte], “conte di Airola”, passò a Rainulfo di Alife, quindi fu feudo di Martino Toccabove, donato nel 1276 a Guglielmo ed Ugone di Cortillon. Nel 1278 fu donata re Carlo I d’Angiò a Guglielmo de Lagonissa.

Nel 1437 durante la guerra tra Alfonso D’Aragona e Renato D’Angiò, Airola fu presa e saccheggiata dagli Aragonesi, capitanati da Antonio Caldora; fu ripresa da Marino Boffa, per Renato d’Angiò, per essere riconquistata subito dopo dallo stesso Alfonso. Nel 1460 venne assediata da Ferdinando I e venduta a Carlo Carafa che ottenne poi il titolo di conte. Carlo V la donò ad Alfonso d’Avalos d’Aquino, il quale nel 1575 la vendette a Ferrante Caracciolo. La famiglia Caracciolo mantenne il possesso del feudo per oltre un secolo fino all’ultima erede, Antonia, alla morte della quale, nel 1732, tutti i beni furono ereditati dal nipote Bartolomeo Di Capua principe della Riccia. Morto Bartolomeo senza eredi, Airola passò nel 1792 al Regio Demanio. Fino al 1816 fece parte del Principato Ultra (Avellino), e fino al 1861 della Terra di Lavoro (Caserta); all’unità d’Italia passò alla provincia di Benevento.

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LO STEMMA

 Il Comune, negli atti e nel sigillo, si identifica con il nome di “Città di Airola” con lo stemma costituito da uno scudo oblungo di tipo sannitico, bordato di nero, d’azzurro il campo (fondo), torre a due palchi merlata alla guelfa, con cinque merli per palco, con porta e finestra di nero, coperta da una cupoletta su cui è infissa croce latina trifogliata. Lateralmente al secondo palco, affrontati in palo, due leoncini d’oro rampanti. Essa torre fondata a sommità di tre colline tondeggianti declivanti al centro, le esterne celanti parzialmente quella centrale. Ornamenti di città e sotto lo scudo lista bifida svolazzante di azzurro contenente la scritta: CAUDINAE VALLIS CIVITAS.

Con Decreto del Presidente della Repubblica il 31 luglio 1997 Airola è stata autorizzata a fregiarsi di proprio stemma civico e le è stato confermato il titolo di città, già assegnatole da Carlo III di Borbone il 2 agosto 1754 per aver ceduto gratuitamente le sorgenti del Fizzo alla cascata della reggia di Caserta.

ONOREFICENZE

Il titolo di Città sarà poi riconfermato dal Presidente della Repubblica il 31 luglio 1997

 

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MONUMENTI E CULTURA

CHIESA DELLA S.S. ANNUNZIATA

Edificata tra il XIV e il XV secolo, dell’edificio originario spicca la pala d’altare raffigurante l’Annunci-

azione. Nel corso dei secoli la chiesa si è arricchita di dipinti e sculture ad opera di Pietro Negroni (Adorazione dei Magi), Francesco Curia (Assunzione della Vergine), Francesco De Mura (Assunta), Dirck Hendricsz (Natività del Battista) e altri. Il soffitto barocco è decorato da 3 tele di Paolo Domenico Finoglia.

Nel 1727 la chiesa si arricchì della sagrestia, nel 1735 del campanile (alto 35 m), nel 1786 furono completati il portico e la facciata, progettata da Luigi Vanvitelli, arricchita da due statue raffiguranti la Fede e la Speranza.

 

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MONASTERO E CHIESA DI SAN GABRIELE ARCANGELO

La prima chiesa dedicata a San Gabriele fu edificata nel 960 sulla collina di Monteoliveto, dieci anni dopo fu consacrata dall’arcivescovo di Benevento Landolfo. Nel 1033 alla Chiesa fu annesso un piccolo monastero di monaci Benedettini cluniacensi; essi restarono nel monastero fino al 1201. Partiti i cluniacensi, il monastero fu governato dagli abati commendatari che vi restarono fino al 1545. Nello stesso anno il vescovo di Sant’Agata de’ Goti Giovanni Guevara concesse il monastero ai Benedettini Olivetani. La nuova comunità soggiornò sulla collina fino alla soppressione napoleonica. Nel 1606, durante i lavori, poco sotto l’altare furono trovati i resti mortali del Beato Agano, monaco cluniacense creato abate nel 1108 da papa Pasquale II durante una sua visita a Monteoliveto. Il 7 dicembre del 1842 il pubblico demanio concesse il Monastero di San Gabriele ai benedettini di Montevergine, aprendovi un priorato con il compito di educare i giovani aspiranti manaci. Restarono su Monteoliveto fino alla successiva soppressione del 1866. Nel 1875 il monastero fu acquistato dalla famiglia Montella e rivenduto nel 1882 alla Congregazione dei Padri Passionisti che a tutt’oggi risiedono su Monteoliveto. La chiesa (quella attuale è la terza) è a forma ellittica, a navata unica dotata di quattro altari laterali e un pregevole altare maggiore. In una delle due nicchie una colonna di porfido rosso custodisce una reliquia di san Bartolomeo Apostolo. Il monastero, risalente al periodo olivetano, è a forma rettangolare con due chiostri. Nel suo interno sono custodite opere d’arte di notevole pregio. La facciata della Chiesa e il poderoso campanile, costruito con grossi blocchi di tufo e di pietra viva sono orientati verso Airola.

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CHIESA E CONVENTO DELLA SS. CONCEZIONE DEI FRATI MINORI

Il 10 novembre 1723 il cardinale Vincenzo Maria Orsini, arcivescovo di Benevento, divenuto papa con il nome di Benedetto XIII, alla presenza della promotrice principessa donna Antonia Caracciolo e delle Autorità preposte, dedicò la chiesa e il nuovo Convento all’Immacolata Concezione e San Pasquale Baylón. Il complesso architettonico del prospetto nelle sue linee essenziali, rispecchia lo stile del poverello di Assisi. Sul portale d’ingresso fa bella mostra l’artistico stemma araldico della promotrice. L’interno, con la sua grande nave centrale dall’inconfondibile stile alcantarino, è adornato da sei cappelle laterali. Sull’altare maggiore, articolate strutture settecentesche danno vita ad una statua lignea dell’Immacolata. Alla sommità, lo spazio del lunotto, determinato dalla volta di copertura della conca absidale è ornato da un movimentato bassorilievo a stucco di grande effetto plastico. Esso raffigura il dogma dell’Immacolata. All’inizio del XX secolo il convento venne sopraelevato di un secondo piano per ospitare un collegio serafico. Nel 1942 passò alla provincia sannito-irpina dei Frati Minori.

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CHIESA DI SAN GIORGIO (demolita)

Immagine presa dal portale ettore.ruggiero.eu

L’antica chiesa di San Giorgio, patrono di Airola, è stata demolita dopo il terremoto del 1980. A tutt’oggi questo resta un episodio controverso, con parte della cittadinanza convinta che la chiesa avrebbe dovuto essere restaurata. Sul sito dell’antica chiesa ora si trova un monumento ai caduti di tutte le guerre.

 

 

Chiesa di Santa Maria dell’Addolorata, edificata nel XIV secolo e ristrutturata nel XVII secolo.

(Immagine presa dal portale Http://www.comune.airola.bn.it/index.php?view=detail&id=29&option=com_joomgallery&Itemid=356)

Chiesa di San Michele a Serpentara, del XVI secolo.

(Immagine presa dal portale http://ilpassionistaoggi.myblog.it/2012/04/12/la-parrocchia-san-michele-a-serpentara-in-airola-bn/)

 

 

Chiesa di San Donato, XVII secolo.
Chiesa di San Carlo, XVII secolo.
Chiesa di San Domenico del XVIII secolo, danneggiata dal terremoto del 1980, restaurata e riaperta nell’anno 2000 con un’ala del convento rimasto dopo il terremoto;
Santuario del Volto Santo
Il Santuario del Volto Santo è sito in via Montoliveto e viene chiamato più comunemente “Casa del Volto Santo”. Vi sono ospitate le spoglie della serva di Dio Maria Concetta Pantusa, per la quale è in corso la causa di beatificazione.

CASTELLO FEUDALE

Il castello di Airola, occupa con le sue strutture la sommità della collina di Monteoliveto. Esso è raggiungibile per due strade carrabili che dal centro del paese portano una alla Chiesa della SS. Addolorata a ovest e l’altra alla Chiesa di San Gabriele a est. Il Castello, costruito probabilmente in epoca normanna, appartenne a Rainulfo di Alife (anche noto come Rainulfo di Airola[5]), nel 1276 il feudo fu donato da Carlo I d’Angiò ai fratelli Guglielmo e Ugone di Cortillon. Nel 1277 nel castello fu ospitato per tre giorni Carlo I d’Angiò.
La fortificazione di Airola si sviluppa su un’area di circa 1.000 m2 ed è costituita dal rudere del castello e da due cinte murarie che, con andamento concentrico, racchiudono la parte più alta della collina. Uno degli elementi architettonici più significativi del castello è l’ingresso posto nel lato nord-est che conserva quasi intatte le caratteristiche architettoniche originarie. L’ingresso è caratterizzato da un portale in pietra bianca, ad arco ribassato, sul quale ancora si conserva uno stemma gentilizio e la configurazione architettonica del sistema di chiusura del ponte levatoio. L’ambiente superiore era caratterizzato da finestre e da feritoie tonde e a croce. Altro elemento caratteristico è la cappella palatina posta a destra del cortile.

PALAZZO MONTEVERGINE
Edificato nel 1608 dai monaci Benedettini della Congregazione di Montevergine, si sviluppa su due ali con al centro la chiesa del Carmine. Nel 1820 fu ceduto al Comune di Airola. Nell’ala nord del palazzo sono ospitati gli uffici del Comune, la sede della Protezione Civile, l’Istituto Professionale “Palmieri” e un museo Civico.

Monumento ai Caduti, realizzato nel 1998, è una meridiana che simboleggia l’eterno scorrere del tempo.
Parte dell’Acquedotto Carolino, che conduce le acque alla Reggia di Caserta, inserito nella lista dei patrimoni dell’umanità dall’UNESCO.

https://it.wikipedia.org/wiki/Airola – https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/deed.i

BELLEZZE NATURALI

IL GIARDINO SEGRETO

Il Giardino Segreto Airola è un parco didattico botanico-zoologico ad Airola (BN); ospita più di 16mila piante e 300 animali e diverse tipologie di giardini; da quello all’inglese a quello dei semplici, da quello giapponese a quello cinese, da quello tropicale a quello di cactacee e succulente, fino a quello australiano (unico in italia); inoltre è l’unico posto, in italia, dove sono ricreati vari biotopi tipici dei diversi continenti del pianeta: si va dalla pampa sudamericana, all’outback australiano, dall’africa nera, alla steppa asiatica; è l’unico posto (in italia) dove la flora e la fauna convivono così come in natura; ospita numerosi esemplari di collezioni botaniche.
E’ annoverato tra i siti consigliati dall’ente provinciale per il turismo (EPT) e rientra, ufficialmente, tra i parchi più belli d’italia; è socio e convenzionato con il touring club italiano.
E’ configurato, giuridicamente, come ONLUS, quindi, può beneficiare del 5xmille; il codice fiscale relativo è 92052950620.

E’  aperto al pubblico, ai campi estivi, associazioni, scuole, enti, gruppi, etc.
contributo d’ingresso: 5€
La guida è gratuita.

Contatti: www.ilgiardinosegretoairola.it

Facebook: Il Giardino Segreto Airola
Presenti sul sito del Touring Club Italiano, su Trip Advisor, sul sito dell’Ente Provinciale per il Turismo e su Youtube

Alcune immagini:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ARPAIA

(Informazioni prese da Vikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Arpaia)

LA STORIA

La prima volta che la si trova menzionata, è con il nome di Appadium (XII secolo), e ciò fece pensare ad una derivazione della via Appia su cui realmente veniva a trovarsi (Meomartini, 10).

Il fatto sta che Arpaia, avendo comune la radice con ArpaiseArpinoArpe ecc. potrebbe essere anch’esso derivato dall’etrusco Arpen “luogo montuoso” (Mazzocchi).

Il paese fu, erroneamente, creduto il luogo dell’antica Caudium; mentre la sua gola è, secondo la tradizione il luogo delle famose Forche Caudine, in parte a causa di alcuni toponimi locali quali Costa CaudaS.M. del Giogo e Forchia. Ma la discussione in proposito non è ancora chiusa.

Arpaia è ricca di antichi reperti romani.

Fu luogo di frequente battaglie fra Aragonesi ed Angioini, onde più volte fu messo a sacco e fuoco.

Fu distrutta nel 1456, da un forte terremoto.

Da un Roberto di Molino passò successivamente ai Ribursa agli Stendardo, ai Bagot ai Boffa ai Leonessa ai Carafa, ai Caracciolo, ai Guevara con il titolo marchesale.

Monumenti e luoghi d’interesse

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Un dettaglio degli affreschi nella chiesa dell’Annunziata

  • Chiesa di San Michele Arcangelo
  • Abbazia di San Fortunato
  • Santuario della Madonna delle Grazie
Situata sulle propaggini del monte Castello, la chiesa conserva un interessante ciclo di affreschi frammentario, datato fra il XIV e il XVI secolo. Attualmente è in stato di abbandono.
  • Chiesetta del Purgatorio
  • Chiesa di Sant’Antonio Abate (semidistrutta ed interrata)
  • Convento e Chiesa di S. Agostino (di cui rimane soltanto una parete)

Architetture militari

  • Rovine del castello, sorto a guardia della via Appia
  • Alcuni porzioni delle mura cittadine

Architetture civili

  • Parte del palazzotto dei feudatari

Altro

  • Pietre miliari romane della via Appia, con i numeri XIV e XVI